Intervista ad Arianna Consiglio – Trattoria Tina
C'è un filo che attraversa tutta la storia della chef Arianna Consiglio: il legame con la propria terra, il valore delle persone incontrate lungo il percorso e il desiderio di costruire un luogo in cui la cucina sia prima di tutto un gesto di accoglienza. Trattoria Tina nasce così, da un sogno personale diventato progetto condiviso, dove la tradizione incontra le esperienze e il piacere di stare a tavola torna a essere protagonista.

Partiamo dall'inizio. Qual è il tuo primo ricordo legato alla cucina? C'è un profumo, un piatto o una persona della tua infanzia a Catania che ritrovi ancora oggi nel tuo modo di cucinare?
È difficile risalire a un primo ricordo, ma da bambina sono sempre stata un'ottima forchetta. Ho amato fin da subito mangiare e cucinare insieme a mia madre e a mia nonna.
Uno dei ricordi più nitidi risale a quando, da piccola, una brutta influenza mi costrinse a letto per qualche giorno. Non stavo bene e, mentre il resto della famiglia era a tavola, rimasi sul divano. Mia madre mi portò un incredibile piatto di pasta alle vongole: forse non proprio quello che normalmente si propone a un bambino con la febbre, ma per me fu una gioia immensa. Ancora oggi lo ricordo e, alla fine, quella febbre non mi sembrò più così terribile!
Della Sicilia porto con me soprattutto i sapori netti e decisi, le note acide e le concentrazioni di gusto che caratterizzano la sua cucina. Sono elementi che fanno ancora oggi parte del mio palato e del mio modo di cucinare. La caponata, poi, rimane uno dei miei piatti del cuore.
Quali sono gli ingredienti e le ricette della tua terra che continui a portare con te? C'è un piatto che per te significa particolarmente casa?
Oggi la mia cucina è il risultato di tante esperienze e di tanti sapori incontrati in giro per l'Italia. È un insieme di influenze regionali diverse, ma c'è qualcosa che rimane profondamente siciliano: l'intensità dei gusti, che cerco di ritrovare in ciascuno dei miei piatti.
Se devo scegliere una ricetta che mi sta particolarmente a cuore, è sicuramente la pasta con il nero di seppia. È il piatto che più di tutti sento mio e che mi lega alla mia terra.
Il tuo percorso ti ha portata a confrontarti con cucine e realtà molto diverse, prima di arrivare a Trattoria Tina. Quali esperienze e incontri hanno contribuito maggiormente a formare la cuoca che sei oggi?

Credo che ognuno di noi sia la somma di ciò che ha vissuto. Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di incontrare numerosi professionisti, ma soprattutto grandi esseri umani, persone che mi hanno lasciato qualcosa e che hanno contribuito a formare la cuoca e la persona che sono oggi.
Tra i luoghi a cui sono particolarmente legata c'è sicuramente l'Osteria La Fefa, a Finale Emilia, della chef Giovanna Guidetti. Una persona d'oro, che ha sempre portato avanti con grande cura e sensibilità i piatti della tradizione.
Anche la nascita di Trattoria Tina è, in qualche modo, il risultato di questi incontri. Con Simon Press e Matias Perdomo esiste da sempre una grande sintonia e una stima reciproca: un'intesa che negli anni si è consolidata e che oggi ha trovato una nuova espressione in questo progetto.
Che cosa significa per te la parola "trattoria"?

Per me trattoria significa calore, tradizione e riconoscibilità. È un posto in cui sai cosa trovi e sai che ti piace.
Trattoria Tina vuole essere proprio questo: un luogo familiare, come altri che hai già conosciuto, in cui ti senti bene, mangi quello che ti piace e hai sempre voglia di tornare. Un posto che non ha bisogno di troppe presentazioni, perché a parlare sono l'atmosfera, la cucina e il piacere di stare a tavola.
Tina nasce da un lavoro di squadra con Matias Perdomo e Simon Press. Com'è stato costruire questo progetto insieme? Che cosa porta ciascuno di voi a Tina e come si incontrano le vostre visioni?
Costruire Trattoria Tina insieme a Matias e Simon è stato bellissimo, oltre che molto spontaneo. Ci conosciamo da tanti anni, abbiamo imparato a capirci e tra noi è sempre stato facile parlare, confrontarci e far incontrare le idee.
Per me Trattoria Tina è casa. È un desiderio profondo, ragionato e molto sentito, che finalmente ha visto la luce. È un progetto che mi rappresenta pienamente, l'espressione della mia persona e della mia idea di cucina.
Per Matias e Simon è un progetto altrettanto speciale, nel quale hanno avuto il piacere di mettere a disposizione la loro esperienza e la loro visione ad ampio spettro. Credono molto in Tina e, soprattutto, credono nelle persone. Sanno che sostenermi nella realizzazione di qualcosa che desideravo così tanto avrebbe generato una grande energia positiva. Ed è esattamente quello che è successo.
Quali sono i piatti da provare assolutamente da Trattoria Tina?

Mi piace dire che da Trattoria Tina il cliente non viene per sedersi a tavola con me o per mangiare secondo i miei gusti, ma per trovare quello che piace a lui.
Quando qualcuno mi chiede un consiglio su cosa ordinare, rispondo sempre che adoro tutti i piatti del menu. Per questo preferisco che ognuno scelga seguendo il proprio gusto personale, senza lasciarsi condizionare dal mio.
Credo che il bello di una trattoria sia proprio questo: trovare qualcosa che ti piace, sentirti libero di scegliere e avere voglia di ritornare per assaggiare qualcos'altro.
Pics - Courtesy of Trattoria Tina

.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)

