Intervista a Bianca Venturelli: la forza delle community di Glow On The Go

Intervista a Bianca Venturelli: la forza delle community di Glow On The Go

C’è qualcosa di magnetico nel correre in gruppo: la fatica si divide, la determinazione si rafforza e storie diverse si incontrano. Se da soli la corsa è spesso una sfida con i propri limiti, in un running club diventa un’esperienza collettiva dove la spinta degli altri ti porta dove non arriveresti mai in solitaria. Abbiamo chiesto a Bianca Venturelli, fondatrice di Glow On The Go, di raccontarci come una passione personale sia cresciuta fino a diventare una vera community.

Bianca, facciamo un salto indietro. Qual è stato il boost che ti ha spinto a trasformare la tua passione per la corsa in Glow On The Go?

È nato tutto da un bisogno molto semplice: condividere la passione per la corsa. Ho ripreso a correre dopo 10 anni. Dagli 11 ai 17 anni ho praticato atletica leggera a livello agonistico a Ravenna, la mia città. Ho ricordi bellissimi di quei 6 anni passati al campo sportivo con le mie compagne. C’era amicizia vera oltre allo sport e tanta condivisione delle stesse passioni. Nonostante l’atletica sia uno sport individuale eravamo una vera squadra. Quando ho ripreso a correre a settembre 2024 lo facevo da sola, ed è lì che ho capito quanto mi mancasse avere qualcuno con cui allenarmi, motivarmi e anche solo scambiare due parole durante l’allenamento. Glow On The Go è nato proprio così: dal desiderio di trasformare un momento individuale in qualcosa di collettivo.

Oltre i chilometri, il tuo progetto sembra un vero manifesto di lifestyle. Come racconteresti l’anima e l’energia di questa community a chi non ha ancora corso con voi?

È uno spazio dove la corsa è il punto di partenza, ma non è l’unica cosa. C’è energia, leggerezza e tanta voglia di sentirsi parte di una vera community di ragazze.  Non si tratta solo di performance, ma di come ti senti mentre corri e con chi lo fai. È un modo per prendersi tempo per sé, conoscersi e creare connessioni autentiche anche con altre realtà. 

Qual è il momento in cui hai capito che Glow On The Go stava diventando qualcosa di più di un semplice allenamento?

Quando ho iniziato a vedere che le persone tornavano. Tante ragazze non mi lasciano sola dal primo appuntamento di aprile 2025. Non vengono solo per correre, ma per rivedersi, per chiacchierare, per creare legami anche fuori dalla data mensile del run club. Lì ho capito che non era più solo corsa, ma una vera community.

 Spesso si esita a correre in gruppo per timore di non tenere il passo. In che modo riuscite a creare un clima dove ogni runner si sente parte della community?

Cerco di trasmettere fin da subito che non è una gara e che la corsa richiede tempo. La corsa non regala niente, ti fa capire sin dall’inizio che ci vuole tempo e costanza. Ognuna ha il suo ritmo, e va bene così. Organizziamo gli allenamenti in modo inclusivo e ci supportiamo a vicenda, sempre. Non lasciamo mai nessuno da solo in fondo alla fila. L’obiettivo non è andare più veloci, ma sentirsi a proprio agio e avere voglia di tornare.

 Tra poco Glow On The Go spegnerà la sua prima candelina. Quali sono le prossime sfide? C’è un sogno o un progetto che vorresti veder nascere tra le strade di Milano nel prossimo anno?

La sfida è continuare a crescere senza perdere l’autenticità che ci ha fatto nascere. Mi piacerebbe creare sempre più momenti di incontro, collaborazioni con brand e realtà in cui credo e magari portare Glow On The Go anche in contesti nuovi. Il sogno è vedere questa energia espandersi sempre di più, restando però fedele all’idea di partenza: correre insieme e sentirsi parte di un bellissimo gruppo.

Courtesy of Press Office