Still Pets: l'intervista alla fotografa Paola Maria Stella
Dietro ogni porta si nascondono delle storie. In Still Pets, cani e gatti diventano protagonisti capaci di animare gli spazi e di restituire l’anima delle case che abitano. Paola Maria Stella non fotografa solo arredi o interni eleganti: cattura gesti, sguardi e piccoli momenti che rivelano la vita di chi vive quei luoghi. Il risultato è un racconto fotografico intimo, dove design, architettura e animali si incontrano.
Come nasce Still Pets?
Still Pets per me è la realizzazione di un sogno, poter far vedere come mi incanto quando vedo un animale in una stanza. Nasce da delle foto fatte alla gatta di mia sorella a Londra, quando non mi bastava ritrarre la micia, Yuki, ma volevo portare a casa un ricordo e la sensazione che mi dava quell’ambiente, per me stimolante perché estraneo al mio vivere. E da qui la necessità e la consapevolezza che una foto di un animale in una stanza diventa un ricordo più ampio dello stesso, perché contestualizzato in un momento preciso, in un ambiente preciso.

Nei suoi scatti gli animali non sembrano mai “in posa”, ma perfettamente a casa. Come riesce a costruire quella fiducia silenziosa che permette di fotografarli così?
Quando entro in una casa è tutto nuovo: l’ambiente, i proprietari di casa, che normalmente non conosco, e naturalmente l’animale. Quindi cerco di entrare in punta di piedi, con rispetto. Se il cane è timido, aspetto che sia lui a fare il primo passo, in modo da non spaventarlo e fare in modo che si fidi di me. Se il cane invece è esuberante da un lato è più facile fare amicizia, dall’altro può essere anche più complicato fare le foto, anche se probabilmente è più divertente! Con i gatti l’approccio è differente: cerco di capire la loro indole ma cerco soprattutto di fare in modo che interagiscano con lo spazio. I gatti sanno come posare.
Still Pets attraversa anche Milano. Che tipo di energia ha percepito nelle case milanesi rispetto a quelle di altre città?
Ho amato tantissimo Milano e i milanesi! Devo riconoscere a questa città e alle persone che ci vivono l’avermi accolta con affetto, curiosità e tanta disponibilità. Ha un’energia vitale, frenetica, ma allo stesso tempo che vuole trovare spazio sia per la bellezza che per dare valore alla semplicità di un sentimento reale e profondo verso i propri animali.

C’è una casa a Milano che l’ha colpita in modo particolare per l’animale che la abitava o per il rapporto tra l’animale e il suo padrone?
Tutte! E lo dico davvero perché lo penso. Ho adorato la Rina e la sua proprietaria Valeria, che si amavano immensamente ed entrambe ridevano di gusto, trasmettendo la stessa gioia di vivere, ho amato Totò perché mi ricordava tanto il mio cagnolino e l’affetto tenero di Michele Pasini nei suoi confronti, mi sono incantata nella casa di Virginie Droulers, amando Lea e la sua dolcezza, Ho giocato a nascondino con Orsola, tra una chiacchiera e l’altra con Andrea Pompilio, col quale è nata davvero un’amicizia, sono stata come Alice nel paese delle meraviglie a casa di Fornasetti. Ho avuto il piacere di conoscere Barbara Frua e la sua Pupa, entrambe di un’eleganza raffinata e allo stesso tempo dolce, la cui casa studio riflette il suo gusto: Pupa non era inizialmente molto felice di fare le foto, ma quando sono tornata a trovarla mi ha accolta venendo subito in braccio a farsi fare le coccole! A dimostrazione che nessun animale viene maltrattato quando lo fotografo!!! Per non parlare di Poldo e Riccardo, che sono davvero amici, lo si vede da come si guardano, e Aspic e Pepita di Costantino e Paolo del negozio Raw, conosciuto anche fuori Milano, la loro casa è davvero bella. Sembra un epiteto banale ma invece non lo è per me. È bella, interessante, armoniosa. La casa di Michele Tacchella e Paolo Mei ti catapulta nell’armoniosa eleganza di Armani, naturalmente poi vissuta e reinterpretata dai padroni di casa. E che dire di Blechi di Paola Coin che sta teatralmente come su un palcoscenico? E la casa studio di Jacopo Foggini, con Charlie che sembra ridere. Ho adorato Charlie! E la casa che racconta così tanto del designer…

Che ruolo hanno gli animali nella sua vita, prima ancora che nel suo lavoro?
Ho avuto un cane, Bengi, un maltese, per 16 anni, ed era il mio migliore amico. Lasciarlo andare è stato uno dei dolori più grandi della mia vita. Ora vivo con tre gatti, che hanno tre caratteri molto differenti uno dall’altro: Leonida che è talmente socievole da sembrare un cane, accoglie tutti i miei clienti che passano per casa e si fa coccolare da tutti e che ama molto giocare nonostante non sia più giovincello, Rudy è un coccolone, geloso delle attenzioni che offro agli altri, Ray che è la mia super gattina cieca, alla quale dormo abbracciata tutta la notte! È di una bellezza disarmante! Sono i miei amici, i miei coinquilini, la mia famiglia. Non potrei vivere senza la compagnia degli animali.

Ha nuovi progetti in mente? E c’è una casa che avrebbe voluto fotografare, ma che per qualche motivo non è riuscita a includere in Still Pets?
Avevo iniziato a fare delle foto di viaggio un po’ particolari, perché ritraevano i randagi contestualizzandoli nell’ambiente: per ora ho fatto delle foto in Cambogia e in Sri Lanka, sto cercando di capire se portare avanti questo lavoro, se farne qualcosa… Ho iniziato anche a pensare a come potrebbe essere un nuovo libro, ma non ho ancora un’idea precisa.
Spero di poter tornare spesso a Milano, chiamata dai milanesi che vogliono farmi fotografare i loro animali nelle loro case!
Una casa che mi piacerebbe molto fotografare c’è, ed è un sogno che ho praticamente da sempre. Ma per ora tengo questo mio sogno per me perché spero di realizzarlo prima o poi!
Cover pic - Mumu, Claudio Biasia's home Vicenza
All Credits - Paola Maria Stella

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