A Milano Palazzo Reale celebra il genio di Dalì nel mondo la moda

A Milano Palazzo Reale celebra il genio di Dalí nel mondo la moda

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Inaugurata durante la Fashion Week e visitabile fino al 31 gennaio 2027, la mostra Dalí e la Moda, allestita a Palazzo Reale, indaga il rapporto tra il genio artistico di Salvador Dalí e il mondo della moda e del design.

Il percorso espositivo raccoglie oltre 200 opere tra dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, accessori, oggetti e filmati. Tra queste, una parte del guardaroba di Gala, che comprende pezzi d’archivio delle maison Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Coco Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci ed Emilio Pucci, e quello di Dalí, più eclettico, con capi e accessori legati alle sue performance, alle fotografie e alle apparizioni pubbliche.

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Salvador Dalí, Singularities, c. 1935, oil and collage on board, 40,5x50 cm.
© Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026 | Salvador Dalí, Singularities, c. 1935, oil and collage on board, 40,5x50 cm.

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Tra sogno e realtà

Per Dalí la moda ha una dimensione fortemente onirica. Per Harper’s Bazaar realizza una delle sue prime illustrazioni dedicate al mondo della moda, dal titolo “Dream” Fashions by Salvador Dalí: figure femminili, immerse in un paesaggio onirico, trasformano l’abito in un’immagine mentale e invitano la lettrice a pensarsi dentro la creazione.

Un sogno che per l’artista diventa realtà quando, nel 1936, inizia la collaborazione con Elsa Schiaparelli, destinata a diventare una delle più importanti e prolifiche alleanze tra arte e moda del XX secolo. Nel 1939 collabora con Coco Chanel alla realizzazione dei costumi di Bacchanale, produzione dei Ballets Russes de Monte Carlo, per la quale l’artista realizza anche la scenografia e il libretto, ispirati ai sogni di Ludovico II di Baviera. Un progetto che gli permette di mostrare la sua abilità nell’oltrepassare i confini tra pittura, moda, teatro, danza e spettacolo.

Un altro momento significativo nel rapporto tra l’artista surrealista e la moda è il Bal Oriental, tenutosi a Venezia nel 1951, dove Dalí e il suo gruppo di amici partecipano con abiti e maschere disegnati dall’artista e da Christian Dior, con l’aiuto di Gala e del giovane Pierre Cardin.

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Dalí e la Moda
Vogue Italia

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La moda come identità

Dalí comprese quanto la moda fosse in grado di definire l’identità e influenzare la massa, riuscendo così a costruire un rapporto tra moda e arte capace di superare il tempo e lo spazio. Il dialogo con fotografi e riviste, la sperimentazione sui materiali e il ricorso alla performance mostrano quanto fosse profondamente immerso nella modernità.

La sua eredità è ancora oggi evidente: direttori creativi, stilisti, fotografi e artisti continuano ad attingere al suo immaginario, reinterpretandone simboli, forme e idee.

Un altro filo conduttore tra le due arti è il corpo che, nell’universo di Dalí, non è mai una presenza statica, ma materia da scomporre, ricomporre e trasformare.

Il manichino, già figura centrale della cultura moderna e della rappresentazione surrealista, diventa così un corpo perturbante, sospeso tra oggetto e individuo, tra desiderio e artificio.

Questa ricerca prosegue poi nei gioielli che Dalí disegna a partire dal 1949. La moda diventa quindi uno strumento di riconfigurazione del corpo, anticipando una sensibilità che continua a influenzare numerosi creativi contemporanei.

Dalí e la Moda nasce grazie alla collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, massima istituzione scientifica fondata proprio dall’artista e dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione della sua opera, sotto la direzione scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, con la curatela di Laura Bartolomé, vicedirettrice Ricerca e Progetti, e di Judith Clark, storica della moda e professoressa presso la University of the Arts di Londra, e con il contributo delle curatrici senior Lucia Moni e Bea Crespo, anch’esse della Fundació Gala-Salvador Dalí.

“Questa è una mostra che ci invita alla scoperta di Salvador Dalí da un nuovo punto di vista della sua cosmogonia. Non esiste un Dalí artista e un Dalí stilista, solo un artista totale in grado di lasciare il suo segno ovunque fosse possibile. Come i maestri del Rinascimento, come Leonardo o come Michelangelo”, dichiarano Montse Aguer e Laura Bartolomé.

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Cover: Three young surrealist women holding in their arms the skins of an orchestra_Salvador Dalí© Salvador Dalí, Fundació Gala

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